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Generatore di password sicure

Crea password lunghe e davvero casuali in un clic, direttamente nel tuo browser: nessuna password viene inviata o salvata. Sotto trovi come proteggere gli accessi della tua attività, anche alla luce della direttiva NIS2.

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Robustezza: — · 0 bit di entropia Tempo stimato per indovinarla: —
20
Preimpostazioni:
Altre 5 password con le stesse impostazioni

    Le password sono generate sul tuo dispositivo con il generatore crittografico del browser (Web Crypto API) e non vengono mai inviate a un server.

    Che cosa rende sicura una password

    Una password è sicura quando è lunga, casuale e unica. Non conta quanto “sembri” complicata: conta quante combinazioni deve provare chi vuole indovinarla. Mario1980! rispetta tutte le regole classiche (maiuscola, numero, simbolo) eppure cade in pochi secondi, perché nome + anno + punto esclamativo è uno dei primi schemi che i programmi di attacco provano. Una stringa come t7#Qv!mR2x@pL9wz, invece, non ha nessuno schema da sfruttare.

    1. La lunghezza vale più della complessità

    Ogni carattere in più moltiplica le combinazioni possibili. Con i 94 caratteri stampabili della tastiera, una password di 8 caratteri ha circa 6 milioni di miliardi di combinazioni: sembrano tante, ma un attaccante che ha rubato un database di password può provarne centinaia di miliardi al secondo con poche schede grafiche. A 16 caratteri le combinazioni diventano così tante che neppure tutti i computer del mondo insieme riuscirebbero a provarle.

    2. Casuale davvero, non “inventata”

    Le persone sono pessimi generatori di caso: scegliamo parole, date, nomi di figli e animali, sequenze della tastiera (qwerty, 1q2w3e), sostituzioni prevedibili (@ al posto di a, 3 al posto di e). I dizionari usati negli attacchi contengono già tutte queste varianti. Per questo il generatore qui sopra usa crypto.getRandomValues(), il generatore di numeri casuali crittografico del sistema operativo, e scarta i valori che creerebbero squilibri statistici fra i caratteri.

    3. Una password diversa per ogni servizio

    Il pericolo più concreto non è che qualcuno indovini la tua password, ma che la riusi. Quando un sito subisce un furto di dati, le coppie email + password finiscono in elenchi che vengono provati in automatico su caselle email, home banking, e-commerce e pannelli di gestione (il cosiddetto credential stuffing). Se la password della newsletter è la stessa della casella aziendale, una violazione di un sito qualsiasi diventa una violazione della tua azienda.

    Quanto tempo serve per indovinare una password

    La tabella stima il tempo medio necessario per un attacco “offline” a forza bruta, cioè quando l'attaccante ha già rubato l'archivio delle password e può fare tentativi senza limiti, ipotizzando 100 miliardi di tentativi al secondo (un piccolo gruppo di schede grafiche contro un hash veloce). Gli stessi calcoli sono usati dall'indicatore del generatore.

    PasswordEntropiaTempo medio per indovinarla
    8 caratteri, solo minuscole38 bitcirca 1 secondo
    8 caratteri, tutti i tipi52 bitcirca 8 ore
    12 caratteri, tutti i tipi79 bitcirca 75.000 anni
    16 caratteri, tutti i tipi105 bitmigliaia di miliardi di anni
    20 caratteri, tutti i tipi131 bitoltre ogni limite pratico
    Passphrase di 6 parole casuali (da 7.776)78 bitcirca 33.000 anni

    I numeri valgono solo per password generate a caso: una password “inventata” di 12 caratteri basata su parole e date può essere trovata in minuti da un attacco a dizionario. E nessuna lunghezza protegge da phishing, malware che registra la tastiera o password riutilizzate: per questo serve anche l'autenticazione a due fattori.

    Le regole aggiornate: cosa dicono NIST e le autorità italiane

    Le linee guida più citate al mondo sulle password sono quelle del NIST statunitense (SP 800-63B, aggiornate nel 2025), e vanno nella stessa direzione delle raccomandazioni dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e del CSIRT Italia:

    Password sicure e direttiva NIS2: cosa c'entrano

    La direttiva NIS2 (UE 2022/2555), recepita in Italia con il D.Lgs. 4 settembre 2024, n. 138, obbliga i soggetti “essenziali” e “importanti” di molti settori (energia, trasporti, sanità, acqua, infrastrutture digitali, servizi ICT gestiti, pubblica amministrazione, ma anche produzione, alimentare, rifiuti, servizi postali e altri) ad adottare misure tecniche, operative e organizzative adeguate per gestire il rischio informatico. L'autorità nazionale competente è l'ACN.

    La legge non dice “usa password di 16 caratteri”, ma fra le misure minime elencate dalla direttiva (art. 21) e dal decreto italiano ce ne sono diverse che riguardano direttamente gli accessi:

    Misura richiesta dalla NIS2Cosa significa in pratica per le password
    Politiche di controllo degli accessi e gestione degli assetUna politica scritta sulle credenziali: lunghezza minima, divieto di riuso, account personali (mai condivisi), revoca immediata quando un collaboratore se ne va.
    Autenticazione a più fattori o continuaMFA obbligatoria almeno su email, accessi remoti (VPN, desktop remoto), cloud e account amministrativi.
    Igiene informatica di base e formazioneFormare il personale a riconoscere il phishing, usare il password manager, non annotare password su fogli o file.
    Politiche di crittografiaPassword conservate solo in forma cifrata con algoritmi adatti (Argon2, bcrypt, scrypt), mai in chiaro in fogli Excel o email.
    Gestione degli incidentiProcedura per reagire a una credenziale compromessa: cambio password, chiusura delle sessioni, verifica degli accessi, eventuale notifica al CSIRT Italia.
    Sicurezza della catena di approvvigionamentoVerificare che fornitori, agenzie e consulenti che accedono ai tuoi sistemi usino account dedicati e MFA.

    Il decreto rende inoltre responsabili gli organi di amministrazione: devono approvare le misure di sicurezza, sovrintenderne l'attuazione e seguire una formazione specifica. Le sanzioni per i soggetti essenziali arrivano fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato mondiale annuo; per i soggetti importanti fino a 7 milioni o all'1,4%. Le guide pubblicate da ENISA, l'Agenzia europea per la cybersicurezza, descrivono nel dettaglio come mettere in pratica queste misure.

    Non sei un soggetto NIS2? Ti riguarda lo stesso. Le aziende obbligate devono controllare la sicurezza dei propri fornitori, quindi sempre più spesso chiedono anche alle piccole imprese MFA, politiche sulle password e una procedura per gli incidenti. E il GDPR impone a chiunque tratti dati personali misure di sicurezza adeguate: una casella email violata con una password debole è già un data breach.

    Una politica sulle password per la tua attività in 8 punti

    1. Password manager per tutti, aziendale e con condivisione controllata delle credenziali di gruppo.
    2. Almeno 16 caratteri casuali per gli account normali, 20 o più per email, gestionali e accessi amministrativi.
    3. Una password per ogni servizio, senza eccezioni: nessun riuso fra lavoro e vita privata.
    4. MFA ovunque sia disponibile, preferendo app di autenticazione o chiavi fisiche (FIDO2/passkey) agli SMS.
    5. Account personali: niente utenze condivise tipo “ufficio” o “admin” usate da più persone.
    6. Cambio immediato in caso di dubbio: data breach, dispositivo perso, uscita di un collaboratore o di un fornitore.
    7. Controllo periodico degli accessi: chi ha ancora le chiavi di sito, hosting, domini, social e posta?
    8. Formazione breve e ricorrente su phishing e gestione delle credenziali, documentata.

    Gli errori più comuni da evitare

    E le passkey?

    Le passkey (standard FIDO2/WebAuthn) sostituiscono la password con una coppia di chiavi crittografiche salvate sul dispositivo e sbloccate con impronta, volto o PIN. Non si possono riutilizzare né consegnare a un sito di phishing, quindi sono il metodo di accesso più sicuro oggi disponibile. Dove sono supportate (Google, Microsoft, Apple e un numero crescente di servizi) conviene attivarle; per tutto il resto restano le password lunghe e casuali, conservate in un password manager.

    Domande frequenti

    Domande sulle password sicure

    Il generatore di password è sicuro? Le password vengono salvate?

    Le password sono create direttamente nel tuo browser con il generatore crittografico del sistema operativo (Web Crypto API) e non vengono mai inviate al nostro server, registrate o salvate. Puoi verificarlo anche scollegandoti da internet: lo strumento continua a funzionare.

    Quanto deve essere lunga una password sicura?

    Per un account protetto solo dalla password conviene usare almeno 15–16 caratteri casuali; per caselle email, gestionali, accessi amministrativi e password manager meglio 20 o più. La lunghezza conta più della complessità: ogni carattere in più moltiplica il numero di combinazioni da provare.

    Meglio una password complessa o una passphrase?

    Entrambe vanno bene se sono davvero casuali. Una password di 16–20 caratteri misti è ideale da salvare in un password manager. Una passphrase di 5–6 parole scelte a caso (non una frase famosa) è più facile da ricordare e digitare, ed è adatta alla password principale del password manager o all'accesso al computer.

    Ogni quanto bisogna cambiare le password?

    Le linee guida attuali (NIST SP 800-63B) sconsigliano il cambio periodico obbligatorio, perché spinge a scegliere password prevedibili come "Estate2026!". La password va cambiata subito quando c'è un sospetto di compromissione: un data breach del servizio, un dispositivo perso, un ex collaboratore che la conosceva.

    Come faccio a ricordare tante password diverse?

    Non devi ricordarle: usa un password manager (come Bitwarden, 1Password, KeePass o quello integrato nel browser), proteggilo con una passphrase lunga e con l'autenticazione a due fattori. Così ogni servizio ha una password unica e tu ne ricordi una sola.

    La NIS2 obbliga a usare password sicure?

    La direttiva NIS2 (recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024) obbliga i soggetti essenziali e importanti ad adottare misure di gestione del rischio informatico che comprendono politiche di controllo degli accessi, igiene informatica di base, formazione e uso dell'autenticazione a più fattori. Una politica sulle password e l'MFA sono quindi parte delle misure attese, anche se la legge non fissa una lunghezza precisa.

    La mia azienda non rientra nella NIS2: devo preoccuparmi lo stesso?

    Sì. Molte piccole imprese sono fornitori di soggetti NIS2 e si vedono chiedere nei contratti le stesse garanzie di sicurezza. E anche fuori dalla NIS2, il GDPR chiede misure tecniche adeguate per proteggere i dati personali: una casella email violata per una password debole è uno degli incidenti più frequenti e costosi.

    Cosa significa "entropia" di una password?

    È la misura, in bit, di quanto una password è imprevedibile. Ogni bit in più raddoppia i tentativi necessari per indovinarla. Sotto i 60 bit una password è attaccabile in tempi brevi se viene rubato il database; sopra gli 80 bit è fuori portata per qualunque attacco a forza bruta realistico; 100 bit e oltre sono il livello consigliato per gli accessi critici.

    Sicurezza degli accessi

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