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Convertitore WebP: da PNG e JPG a WebP

Trasforma le immagini PNG, JPG e JPEG in WebP in pochi secondi, direttamente nel tuo browser: file fino all'80% più leggeri, trasparenza conservata, nessun caricamento online.

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    Le immagini vengono convertite sul tuo dispositivo e non sono inviate a nessun server.

    Che cos'è il formato WebP

    WebP è un formato di immagine sviluppato da Google e pubblicato nel 2010, pensato apposta per il web: l'obiettivo è ottenere immagini più leggere a parità di qualità visiva, così che le pagine si carichino più in fretta. Un solo formato copre i casi d'uso che finora richiedevano JPG, PNG e GIF: fotografie con compressione con perdita, grafiche con compressione senza perdita, trasparenza (canale alfa) e perfino animazioni.

    Secondo i test pubblicati da Google, un'immagine WebP con perdita è in media dal 25% al 34% più piccola di un JPG di qualità equivalente (misurata con l'indice SSIM), mentre un WebP senza perdita pesa circa il 26% in meno dello stesso PNG. Su immagini non ottimizzate, come le foto scattate col telefono o i PNG esportati dai programmi di grafica, il risparmio reale arriva spesso al 60–80%.

    Perché convertire le immagini in WebP: i vantaggi

    1. Pagine più veloci e Core Web Vitals migliori

    Le immagini sono in media la parte più pesante di una pagina web. Nella maggior parte dei siti l'elemento più grande visibile all'apertura — quello che determina il Largest Contentful Paint (LCP), una delle tre metriche dei Core Web Vitals — è proprio un'immagine: la foto della hero, la copertina di un articolo, la foto di un prodotto. Meno byte da scaricare significa un LCP più basso, soprattutto sulle connessioni mobili.

    2. Un vantaggio diretto per la SEO

    Google usa l'esperienza della pagina, Core Web Vitals compresi, tra i segnali di posizionamento, e PageSpeed Insights segnala esplicitamente "Pubblica le immagini in formati più recenti" quando trova JPG e PNG che potrebbero essere WebP o AVIF. Un sito più leggero viene anche scansionato in modo più efficiente da Googlebot, e le immagini WebP sono indicizzate normalmente da Google Immagini.

    3. Meno traffico, meno spazio, meno costi

    File più piccoli occupano meno spazio sull'hosting e nei backup, consumano meno banda (utile se paghi il traffico o usi una CDN) e meno giga a chi naviga da smartphone. Anche il consumo energetico di trasferimento ed elaborazione si riduce: un piccolo passo verso un sito più sostenibile.

    4. Trasparenza senza il peso del PNG

    Fino a WebP, per avere uno sfondo trasparente bisognava usare il PNG, che è senza perdita e quindi pesante sulle foto scontornate. WebP permette di combinare colori compressi con perdita e canale alfa compresso senza perdita: la foto di un prodotto su sfondo trasparente può passare da 1,5 MB a meno di 150 KB.

    Come funziona la compressione WebP (spiegazione tecnica)

    WebP non è un unico algoritmo ma un contenitore (basato su RIFF) che può ospitare due codifiche diverse.

    WebP con perdita (lossy): la tecnologia del video VP8

    La modalità con perdita deriva dalla codifica dei fotogrammi chiave del codec video VP8. I passaggi principali:

    1. Conversione in YUV 4:2:0: l'immagine viene separata in luminosità (Y) e colore (U e V); i canali di colore sono registrati a metà risoluzione, perché l'occhio è molto più sensibile alla luminosità che al colore.
    2. Macroblocchi e predizione: l'immagine è divisa in macroblocchi di 16×16 pixel. Per ogni blocco il codificatore predice il contenuto a partire dai pixel già decodificati sopra e a sinistra (predizione intra, con diverse modalità: verticale, orizzontale, DC, TrueMotion…) e salva solo la differenza (il residuo) tra predizione e realtà. È il passo che il JPG non fa, e il motivo principale per cui WebP comprime meglio.
    3. Trasformata: il residuo viene trasformato con una DCT su blocchi di 4×4 pixel (il JPG usa blocchi 8×8 senza predizione), che concentra l'informazione in pochi coefficienti.
    4. Quantizzazione: i coefficienti vengono arrotondati in base al parametro di qualità. È qui che si perde informazione — e si guadagna peso. WebP può usare quantizzazioni diverse per zone diverse dell'immagine (segmentazione, fino a 4 segmenti), comprimendo di più le aree uniformi e di meno quelle ricche di dettagli.
    5. Codifica entropica aritmetica: i dati risultanti sono compressi con un codificatore aritmetico booleano adattivo, più efficiente della codifica di Huffman usata dal JPG.
    6. Filtro di deblocking: in decodifica un filtro attenua i bordi tra i blocchi, riducendo l'effetto "quadrettato" tipico dei JPG molto compressi.

    WebP senza perdita (lossless): VP8L

    La modalità senza perdita (VP8L) è un algoritmo diverso, progettato da zero, che restituisce esattamente gli stessi pixel dell'originale. Prima della compressione applica all'immagine una serie di trasformazioni reversibili:

    Il risultato è poi compresso con una variante di LZ77 con codici di Huffman e una color cache dei colori usati di recente. Il PNG, al confronto, usa un solo filtro per riga e la compressione DEFLATE generica: per questo il WebP lossless è sensibilmente più compatto.

    Trasparenza e animazione

    Il canale alfa viene compresso a parte, senza perdita, anche quando i colori sono compressi con perdita. WebP supporta anche le animazioni: una GIF animata convertita in WebP è in genere dal 19% (lossless) al 64% (lossy) più leggera.

    WebP, JPG e PNG a confronto

    CaratteristicaJPG / JPEGPNGWebP
    CompressioneCon perditaSenza perditaCon o senza perdita
    TrasparenzaNoSìSì, anche con perdita
    AnimazioneNoNo (APNG a parte)Sì
    Peso tipico di una fotoRiferimento2–5 volte il JPG25–34% meno del JPG
    AlgoritmoDCT 8×8 + HuffmanFiltri + DEFLATEPredizione + DCT 4×4 + codifica aritmetica / VP8L
    Uso idealeFoto da stampare o modificareGrafiche da modificareTutte le immagini di siti e app

    Come usare le immagini WebP sul tuo sito

    Oggi WebP è supportato da tutti i browser moderni — Chrome, Edge, Firefox, Opera e Safari da iOS 14 / macOS Big Sur — cioè da oltre il 97% degli utenti. Nella maggior parte dei casi basta usare il file WebP in un normale tag <img>. Se vuoi una riserva per i browser più vecchi, usa il tag <picture>:

    <picture>
      <source srcset="foto-prodotto.webp" type="image/webp">
      <img src="foto-prodotto.jpg" alt="Descrizione della foto"
           width="1200" height="800" loading="lazy" decoding="async">
    </picture>

    Qualche buona pratica per ottenere il massimo:

    E il formato AVIF? AVIF, basato sul codec video AV1, comprime ancora più di WebP ma è più lento da codificare e ha un supporto leggermente inferiore. Per la maggior parte dei siti WebP resta oggi il miglior equilibrio tra peso, qualità, velocità e compatibilità.

    Quando non convertire in WebP

    Domande frequenti

    Domande sul formato WebP

    La conversione in WebP fa perdere qualità?

    Dipende dalla modalità. In modalità "lossy" (con perdita) WebP elimina dettagli poco visibili all'occhio: con una qualità tra 75 e 85 la differenza rispetto al JPG originale di solito non si nota, e il file pesa molto meno. In modalità "lossless" (senza perdita) l'immagine resta identica pixel per pixel, come un PNG.

    Le mie immagini vengono caricate su un server?

    No, nella maggior parte dei casi. La conversione avviene direttamente nel tuo browser: le immagini non lasciano il computer. Solo con i browser che non sanno creare file WebP (alcune versioni di Safari) il file viene convertito sul nostro server e restituito subito, senza essere salvato.

    WebP mantiene la trasparenza dei PNG?

    Sì. WebP supporta il canale alfa (la trasparenza) sia in modalità lossy sia lossless: loghi, icone e immagini scontornate restano trasparenti, con file molto più leggeri del PNG.

    Tutti i browser supportano WebP?

    Sì: Chrome, Edge, Firefox, Opera e Safari (da iOS 14 e macOS Big Sur) mostrano le immagini WebP, cioè oltre il 97% dei browser in uso. Per i pochi browser molto vecchi si può usare il tag <picture> con un JPG di riserva.

    WordPress supporta le immagini WebP?

    Sì, dalla versione 5.8 WordPress accetta il caricamento di file WebP nella libreria media come qualunque altra immagine. Molti plugin di ottimizzazione possono anche convertire automaticamente le immagini già caricate.

    Quando non conviene convertire in WebP?

    Per la stampa (tipografie e software di impaginazione lavorano con TIFF, PDF o JPG ad alta risoluzione), per i loghi e le icone vettoriali (meglio l'SVG) e quando un file deve essere modificato più volte: ogni nuovo salvataggio lossy perde un po' di qualità, quindi conserva sempre l'originale.

    Che qualità devo scegliere?

    Per le foto di un sito 75–80 è un ottimo compromesso tra peso e resa; per immagini di prodotto o portfolio dove i dettagli contano sali a 85–90. Per grafiche con testi, screenshot e loghi in PNG scegli la modalità lossless.

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