Come creare un QR code in 4 passi
- Scegli cosa deve succedere quando qualcuno inquadra il codice: aprire una pagina, collegarsi al Wi-Fi, salvare il tuo contatto, scriverti su WhatsApp, aprire la mappa o salvare un evento in calendario.
- Inserisci i dati. L’anteprima si aggiorna mentre scrivi e sotto vedi la versione del codice, il numero di moduli e la dimensione minima per stamparlo.
- Personalizza colori, forma dei moduli e degli angoli, logo e scritta. Se una scelta rende il codice difficile da leggere (contrasto basso, colori invertiti, codice troppo fitto) compare un avviso.
- Scarica e prova. SVG per tipografia e grafica, PNG per web e documenti. Prima di stampare centinaia di copie, prova il codice con almeno due telefoni diversi (un iPhone e un Android), alla distanza e con la luce in cui verrà usato.
Un QR code (Quick Response code) è un codice a barre bidimensionale: una griglia di quadratini, detti moduli, che contiene fino a qualche migliaio di caratteri. I tre quadrati grandi agli angoli, gli “occhi”, servono al telefono per capire dove si trova il codice e come è ruotato; il resto contiene i dati e una parte di ridondanza che permette di leggerlo anche se è un po’ rovinato o sporco.
Quale tipo di QR code ti serve
| Tipo | Cosa succede quando lo inquadri | Dove usarlo |
|---|---|---|
| Link | Si apre una pagina web | Menu digitale, recensioni Google, catalogo, prenotazioni, pagina di un prodotto, profilo social |
| Wi-Fi | Il telefono si collega alla rete senza digitare la password | Bar, ristoranti, B&B, sale d’attesa, uffici con ospiti |
| Contatto (vCard) | Il telefono propone di salvare nome, numeri, email, sito e indirizzo in rubrica | Biglietti da visita, stand alle fiere, firma delle presentazioni |
| Si apre una chat con te, con un messaggio già scritto | Ordini da asporto, prenotazioni, assistenza, furgoni e cartelli di cantiere | |
| Si apre una nuova email con destinatario e oggetto già compilati | Richieste di preventivo, candidature, assistenza clienti | |
| Telefono / SMS | Parte la chiamata o un SMS già pronto | Volantini, cartelli “affittasi/vendesi”, assistenza tecnica |
| Posizione | Si apre Google Maps sul tuo indirizzo | Inviti, volantini, pagine di eventi, istruzioni per i fornitori |
| Evento | Il telefono propone di salvare l’evento in calendario | Inaugurazioni, serate a tema, corsi, webinar, open day |
| Testo | Il testo compare sullo schermo, anche senza internet | Codici, istruzioni brevi, messaggi, etichette di magazzino |
Nel dubbio, scegli il link: è il tipo che funziona su tutti i telefoni, è il più semplice da leggere e, se punta a una pagina del tuo sito, ti permette di cambiare il contenuto in qualunque momento senza ristampare nulla.
QR code statici e dinamici: la differenza che conta
Un QR code statico contiene direttamente l’informazione finale: il link, la password del Wi-Fi, i dati del contatto. È quello che crea questo generatore. Funziona per sempre, non dipende da nessun servizio esterno e non può essere “spento” da nessuno.
Un QR code dinamico contiene invece un link corto a un servizio di terze parti, che poi reindirizza alla destinazione vera. Il vantaggio è che puoi cambiare la destinazione e vedere le statistiche delle scansioni; lo svantaggio è che il codice funziona solo finché paghi quel servizio. Molti siti di “QR gratis” creano codici dinamici che dopo 7 o 14 giorni smettono di funzionare o mostrano una pagina che chiede di abbonarsi: se nel frattempo hai stampato menu, adesivi o packaging, sei costretto a pagare o a ristampare tutto.
tuosito.it/menu o tuosito.it/recensioni. Se domani cambi il menu, la piattaforma
delle prenotazioni o il link delle recensioni, ti basta aggiornare quella pagina o impostare un reindirizzamento: il
codice stampato continua a funzionare, le statistiche le vedi in Google Analytics e tutto resta di tua proprietà.
Non hai ancora un dominio? Puoi registrarne uno in pochi minuti.
Come misurare le scansioni con i parametri UTM e Google Analytics
Un QR code statico non “conta” le scansioni da solo, ma il tuo sito sì. Basta aggiungere al link i
parametri UTM, delle etichette che Google Analytics legge per capire da dove arriva una visita. Con
l’opzione UTM del generatore, l’indirizzo https://tuosito.it/menu diventa per esempio
https://tuosito.it/menu?utm_source=tavolo&utm_medium=qr&utm_campaign=menu-autunno.
- utm_source: il supporto fisico (
tavolo,vetrina,volantino,biglietto,packaging); - utm_medium: il canale, sempre
qr, così raggruppi tutti i codici stampati; - utm_campaign: l’iniziativa (
apertura,natale-2026,fiera-ottobre).
In Google Analytics 4 trovi i risultati in Report › Acquisizione › Acquisizione traffico,
scegliendo come dimensione “Sorgente/mezzo sessione” o “Campagna sessione”. Usa sempre lettere minuscole e trattini al
posto degli spazi, perché GA4 distingue Volantino da volantino. Se non sei sicuro che il
sito registri correttamente le visite, controllalo con la nostra verifica
del tracciamento.
Dimensioni e formati per la stampa
La regola pratica è 1 a 10: il lato del QR code deve essere almeno un decimo della distanza da cui verrà inquadrato. A questo si aggiunge la densità: un codice con pochi moduli (un link corto) si legge anche piccolo, uno con tanti moduli (un contatto completo, un testo lungo) va stampato più grande. Il generatore ti mostra il lato minimo consigliato per il codice che hai creato.
| Supporto | Distanza di lettura | Lato consigliato |
|---|---|---|
| Biglietto da visita, etichetta | 15–25 cm | 2–2,5 cm |
| Menu o segnaposto sul tavolo | 30–40 cm | 3–4 cm |
| Volantino A5/A4, brochure | 30–50 cm | 3–5 cm |
| Locandina A3, espositore da banco | 1 m | 8–10 cm |
| Vetrina, porta d’ingresso | 1,5–3 m | 15–30 cm |
| Furgone, cartello di cantiere, roll-up | 3–5 m | 30–50 cm |
Il margine bianco non è uno spreco
Lo standard ISO/IEC 18004 prevede una “zona di quiete” di 4 moduli vuoti attorno al codice. Se il grafico lo appoggia attaccato a un bordo, a una foto o a un testo, molti telefoni non riescono a individuarlo. Il generatore la include di serie: puoi ridurla se impagini il codice su un fondo chiaro già vuoto, ma non toglierla del tutto.
SVG, PNG o JPG?
- SVG: vettoriale, si ingrandisce senza perdere nitidezza. È il formato da mandare a tipografie, insegnisti e grafici, e si apre con Illustrator, Inkscape, Affinity, Canva.
- PNG: ideale per sito, social, documenti Word e PDF. Per stampare in tipografia servono circa 120 px per ogni centimetro (300 dpi): un codice di 5 cm richiede un PNG di almeno 600 px.
- JPG: solo se il programma non accetta altri formati. Non ha la trasparenza e la compressione può rendere sfumati i bordi dei moduli.
Colori, logo e correzione degli errori
Un QR code può avere i colori del tuo marchio, a patto di rispettare una regola: codice scuro su sfondo chiaro, con un buon contrasto. Le fotocamere leggono le differenze di luminosità, non i colori: un blu scuro su bianco va benissimo, un giallo su bianco o un rosso su verde no. Il generatore calcola il rapporto di contrasto e ti avvisa sotto 4:1. Il codice “invertito” (chiaro su scuro) è letto dalle fotocamere moderne ma non da tutte le app: evitalo se il codice deve funzionare per chiunque.
Il logo al centro funziona grazie alla correzione degli errori: una parte dei moduli contiene dati ridondanti che permettono di ricostruire quelli mancanti o coperti. Più alto è il livello, più spazio puoi coprire, ma più il codice diventa fitto.
| Livello | Dati recuperabili | Quando usarlo |
|---|---|---|
| L — Bassa | circa 7% | Schermi e documenti digitali, codici molto piccoli |
| M — Media | circa 15% | La scelta standard per la maggior parte delle stampe |
| Q — Alta | circa 25% | Ambienti dove il codice si sporca o si graffia: cantieri, esterni, packaging |
| H — Massima | circa 30% | Codici con logo al centro o con elementi grafici sovrapposti |
Qualche accortezza in più: non coprire mai i tre occhi agli angoli, tieni il logo entro il 20–25% del lato, non deformare il codice (deve restare quadrato) e non stamparlo su superfici lucide molto curve, come bottiglie piccole, dove i riflessi “cancellano” i moduli. Se ti serve un logo leggibile anche in piccolo, guarda il nostro servizio di logo e identità visiva.
Idee per usare i QR code nella tua attività
Ristoranti, bar e pizzerie
Menu digitale sempre aggiornato (affiancato a quello cartaceo per chi non usa lo smartphone), Wi-Fi ospiti sul bancone, ordini da asporto su WhatsApp, link alle recensioni sullo scontrino. Altre idee nella guida per ristoranti e pizzerie.
Recensioni Google
Dal tuo profilo Google Business copia il link “Chiedi recensioni” e trasformalo in un QR code da mettere alla cassa, sul biglietto o nella confezione. È uno dei modi più efficaci per far crescere le recensioni, e quindi la visibilità su Maps. Ti aiutiamo con la gestione del Google Business Profile.
Negozi
In vetrina, per far vedere il catalogo o prenotare un prodotto anche a negozio chiuso; sui cartellini, per schede tecniche, taglie e video; sullo scontrino, per iscriversi alla newsletter o seguire il profilo Instagram.
Hotel, B&B e case vacanza
Wi-Fi in camera, guida della casa e della zona, check-in online, contatto WhatsApp dell’host, posizione del parcheggio e link per lasciare la recensione a fine soggiorno.
Professionisti e studi
vCard sul biglietto da visita, link per prenotare un appuntamento sulla porta dello studio, modulo di richiesta preventivo sulle brochure, posizione su Maps negli inviti.
Artigiani e imprese
Sul furgone e sui cartelli di cantiere un QR verso WhatsApp o la pagina “richiedi un preventivo”; sulle etichette dei prodotti, istruzioni, manutenzione e garanzia.
In ogni caso il QR code è solo la porta: quello che fa la differenza è la pagina che si apre. Deve caricarsi in fretta sul telefono, essere leggibile senza zoom e portare a un’azione chiara (prenota, chiama, ordina, lascia la recensione). Se la tua pagina non è pronta, una landing page pensata per il mobile trasforma le scansioni in clienti.
Sicurezza: il “quishing” e come proteggere i tuoi clienti
Il quishing (QR + phishing) è una truffa in crescita: un QR code falso, spesso un adesivo incollato sopra quello originale su parchimetri, colonnine di ricarica, menu o volantini, porta a un sito che imita quello vero per rubare credenziali o dati della carta. Funziona perché sul telefono l’indirizzo si vede poco e le persone si fidano del codice.
Se esponi un QR code
- controlla periodicamente che sopra il tuo codice non sia stato incollato un adesivo;
- fai puntare il codice al tuo dominio, con
https://, così il cliente riconosce l’indirizzo; - scrivi accanto al codice cosa si apre e l’indirizzo in chiaro (“Menu su tuosito.it/menu”);
- non usare mai un QR code per chiedere dati di pagamento in una pagina che non sia il tuo sito o il circuito di pagamento ufficiale.
Se inquadri un QR code
- leggi l’indirizzo che il telefono mostra prima di aprirlo e diffida di link accorciati o domini strani;
- non inserire password o dati della carta in una pagina aperta da un QR trovato per strada o ricevuto via email;
- non installare app proposte da un QR code: scaricale solo dagli store ufficiali.
Gli errori più comuni da evitare
- usare un generatore “gratuito” che crea codici dinamici a scadenza, e accorgersene dopo la stampa;
- far puntare il codice alla home page invece che alla pagina giusta (menu, prenotazione, recensioni);
- aprire una pagina lenta, non ottimizzata per il telefono o piena di popup;
- stampare il codice troppo piccolo, senza margine bianco o su uno sfondo fotografico;
- colori con poco contrasto, codice invertito o deformato per farlo entrare nell’impaginato;
- non dire cosa si ottiene inquadrandolo: un “Scopri il menu” accanto al codice aumenta le scansioni;
- non provare il codice con più telefoni, alla luce e alla distanza reali, prima di stampare la tiratura completa;
- non misurare nulla: senza UTM non saprai mai se il volantino ha portato clienti.